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Disposizioni concernenti il tempo dei procedimenti e la validità delle autorizzazioni di polizia

D.L. 17 marzo 2020, n. 18 recante

"Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemologica da COVID-19"

Continua..

Misure temporanee della Camera di Commercio di Napoli a seguito dell'emergenza sanitaria in corso – adeguamento al DPCM 22/3/2020 e Ordinanza n 19 del 20/3/2020 del Presidente della Regione Campania

Gentile utente,

l’evolversi della situazione relativa alla diffusione, nel Paese, del virus Covid-19 e le recenti prescrizioni adottate dal Governo centrale (DPCM 22 marzo 2020) e regionale (Ordinanza  n. 19 del 20/3/2020 del Presidente della Regione Campania) sul contenimento della libera circolazione delle persone impongono al nostro ente l’adozione di alcune misure volte a limitare, il più possibile - per i prossimi giorni e fino alla conclusione del periodo di emergenza – l’afflusso negli uffici.

Di conseguenza, dal 24 marzo 2020, l’accesso ai servizi sarà fruibile con le modalità di seguito descritte. 

Gli uffici potranno essere raggiunti principalmente via posta elettronica. Si invita ad inserire nell'email i propri recapiti telefonici per poter essere ricontattati.



SERVIZI ON-LINE

 

Si invitano gli utenti, ove possibile, ad usufruire dei servizi on line messi a disposizione dalla Camera di Commercio di Napoli.

Visure: Le imprese possono estrarre gratuitamente i propri documenti (visure, atti, bilanci) attraverso il cassetto digitale dell’imprenditore (https://impresa.italia.it) utilizzando, per l’accesso, lo SPID o la CNS/Firma digitale. Visure, atti e bilanci di altre imprese sono accessibili tramite il sito www.registroimprese.it con pagamento con carta di credito.

Registrazione marchi nazionali: si rammenta che è possibile registrare i marchi nazionali attraverso l'invio telematico delle pratiche, che può essere effettuato esclusivamente attraverso il sito www.uibm.gov.it.

Albo gestori ambientali: l'Albo Nazionale Gestori Ambientali ha messo a disposizione delle imprese un sistema per la trasmissione telematica delle domande di iscrizione, modifica o cancellazione alle Sezioni regionali di competenza, all'indirizzo https://www.albonazionalegestoriambientali.it

Richiesta elenchi merceologici di imprese: gli elenchi di imprese possono essere richiesti telematicamente sul sito registroimprese.it oppure all’indirizzo e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

SERVIZI SU APPUNTAMENTO

 

Ufficio Bollatura e vidimazione libri: il servizio sarà erogato esclusivamente su appuntamento. Si invita a trasmettere il modulo L2, compilato in ogni sua parte e corredato di copia di documento di identità del presentatore, del delegante e del delegato, all’indirizzo mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.,i.
Sulla base della tipologia e della quantità di libri verrà fissato l’appuntamento per la presentazione ed il ritiro.


Certificati e Visure: Le visure non saranno più erogate agli sportelli. Le imprese possono estrarre gratuitamente i propri documenti (visure, atti, bilanci) attraverso il cassetto digitale dell’imprenditore, utilizzando, per l’accesso, lo SPID o la CNS/Firma digitale.
Visure, atti e bilanci di altre imprese sono accessibili tramite il sito www.registroimprese.it con pagamento con carta di credito.

I certificati del Registro Imprese saranno rilasciati su appuntamento, solo ed esclusivamente, per urgenze legate a partecipazione a gare d'appalto a certificato uso finanziamento bancario. La richiesta dovrà pervenire all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  inserendo un numero di telefono per essere contattati.

Rilascio copie atti e bilanci: Il servizio non sarà più erogato agli sportelli. Le imprese possono estrarre gratuitamente i propri documenti successivi al 1996 (atti, bilanci) attraverso il cassetto digitale dell’imprenditore  utilizzando, per l’accesso, lo SPID o la CNS/Firma digitale.

Atti e bilanci di altre imprese, successivi al 1996, sono accessibili tramite il sito www.registroimprese.it con pagamento con carta di credito.
Per gli atti e i bilanci antecedenti il 1996 (archivio cartaceo) il servizio sarà erogato esclusivamente su appuntamento tramite mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
E’ necessario indicare, nella mail di richiesta, la tipologia di atto/documento da estrarre e fornire recapiti telefonici/indirizzo mail/PEC per eventuali comunicazioni.

Certificazione per l’estero (Certificati di origine – Attestati di libera vendita –– Visti – Legalizzazioni e Dichiarazioni – Numero Meccanografico): il ritiro della documentazione presentata in modalità telematica avverrà nei giorni di lunedì – mercoledì – venerdì mattina previo appuntamento da richiedere scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

L’istanza di rilascio dei Carnet ATA, firmata digitalmente o corredata della copia del documento di identità del legale rappresentante, potrà essere inviata tramite PEC all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

L’acquisto e la successiva convalida del Carnet avverrà nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì mattina previo appuntamento da richiedere scrivendo a assunta.laterza@na,camcom.it

A seguito delle numerose segnalazioni di casi di restrizione alla circolazione e di discriminazione verso merci italiane in esportazione - il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale si è immediatamente attivato a tutela delle imprese, creando un apposito indirizzo email al quale è possibile segnalare le difficoltà riscontrate: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Firma digitale/CNS: 
il servizio sarà erogato esclusivamente su appuntamento da richiedere scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Diritto Annuale: per il pagamento del tributo camerale restano ferme le modalità telematiche ordinarie (F24 e Pago PA).
Per qualunque ulteriore informazione (cartelle esattoriali, ravvedimento operoso, ecc.), si invita l’utenza a contattare l’ufficio ai seguenti indirizzi: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

 

 

SERVIZI SOSPESI

Costituzione e modifica di imprese startup-innovative ex art. 25 CAD decreto legislativo 7 marzo 2005 n. 82:  sono sospesi gli appuntamenti presso la sede corso Meridionale 58.

 

Nel ringraziare per la collaborazione, ci scusiamo per il disagio.

Continua..

Coronavirus: 500mila i punti vendita aperti durante l’emergenza, oltre 230mila quelli del settore alimentare

unioncamere infocamere

 

Sono mezzo milione gli esercizi commerciali e dei servizi alla persona, al cui interno lavorano 800mila dipendenti, che restano aperti in base al decreto del Governo anti-coronavirus. Fra questi, più di 230mila riguardano il settore alimentare, che assicura una copertura capillare sull'intero territorio nazionale. E’ quanto mostra una elaborazione di Unioncamere e InfoCamere sui dati del Registro delle imprese delle Camere di Commercio.

 

Il maggior numero di punti vendita di prodotti alimentari si trova in Campania (quasi 33mila con 37mila dipendenti), che vanta la maggior rete a livello nazionale di piccoli esercizi commerciali al dettaglio (oltre 19mila), di minimarket (quasi 11mila) e di negozi di prodotti surgelati (633).

 

Di “taglia” maggiore sono invece gli oltre 25mila esercizi alimentari della Lombardia, seconda per diffusione di punti vendita di questo settore, al cui interno lavorano oltre 82mila dipendenti. Non a caso questa regione vanta il maggior numero di Ipermercati attivi nel Paese (212 con 23mila dipendenti), ai quali si affiancano 2.100 Supermercati, in cui lavorano 38mila persone. Non mancano però anche i negozi di vicinato: quasi 15mila quelli presenti sul territorio con 12mila dipendenti.

 

Ampia la disponibilità di esercizi commerciali dedicati al cibo e alle bevande anche nel Lazio: oltre 24mila quelli presenti con 44mila dipendenti. Nella regione della Capitale, in cui un po’ tutte le tipologie di vendita alimentare sono rappresentate, si concentra il maggior numero di discount a livello nazionale: 363 con quasi 4mila dipendenti. La regione è anche al secondo posto per diffusione di Ipermercati (90 con quasi 2mila lavoratori) e al terzo posto (dopo Campania e Sicilia) per presenza di Supermercati (oltre 2.500 con più di 21mila lavoratori).

 

A seguire per capillarità di punti vendita alimentari la Sicilia (quasi 21mila con oltre 32mila dipendenti e il primato nazionale per numero di Supermercati) e la Puglia (oltre 18mila e 28mila lavoratori).

 

Sfiorano quota 47mila e i 96mila dipendenti le farmacie, parafarmacie e i punti vendita dedicati agli articoli sanitari e per l’igiene ai quali i provvedimenti di contrasto al coronavirus  chiedono di restare aperti al pubblico. I numeri più elevati si trovano in Lombardia, Campania, Lazio, Sicilia e Puglia. La Lombardia ha il numero maggiore di farmacie, la Campania quello delle parafarmacie e di punti vendita di articoli medicali e ortopedici, la Sicilia quelli di prodotti igienico-sanitari.

 

Attività economiche del Commercio al dettaglio e degli Altri servizi alla persona  esentate dalla chiusura ai sensi del DPCM 11 marzo 2020

Sedi e unità locali registrate al 31 dicembre 2019 e addetti dipendenti

 

Regione

Totale Commercio alimentare

Totale farmacie, articoli sanitari e per l'igiene

Altro

TOTALE autorizzate all'apertura

TOTALE localizzazioni commercio al dettaglio e Altri servizi per la persona

% autorizzate sul totale dei relativi comparti

   

Localizzazioni

Dipendenti

Localizzazioni

Dipendenti

Localizzazioni

Dipendenti

Localizzazioni

Dipendenti

ABRUZZO              

5.761

10.260

1.050

1.650

5.441

6.210

12.252

18.120

33.966

36,1%

BASILICATA           

3.070

3.224

495

551

2.171

1.715

5.736

5.490

13.360

42,9%

CALABRIA             

9.868

12.129

1.986

2.255

7.562

5.454

19.416

19.838

54.943

35,3%

CAMPANIA             

33.319

37.272

5.671

7.760

25.367

22.761

64.357

67.793

171.706

37,5%

EMILIA ROMAGNA       

13.819

39.123

3.300

7.261

14.353

19.369

31.472

65.753

84.054

37,4%

FRIULI-VENEZIA GIULIA

3.599

11.182

792

1.961

3.604

4.724

7.995

17.867

21.548

37,1%

LAZIO                

24.359

44.807

4.874

12.388

24.232

24.516

53.465

81.711

151.307

35,3%

LIGURIA              

8.027

14.186

1.442

2.941

5.713

5.679

15.182

22.806

42.002

36,1%

LOMBARDIA            

25.248

82.657

5.923

17.187

29.849

41.578

61.020

141.422

173.663

35,1%

MARCHE                

5.954

12.202

1.192

2.157

5.562

5.651

12.708

20.010

34.429

36,9%

MOLISE               

1.654

2.016

254

275

1.164

1.040

3.072

3.331

7.713

39,8%

PIEMONTE             

14.337

34.850

3.161

6.330

14.623

15.952

32.121

57.132

89.100

36,1%

PUGLIA                

18.479

28.497

3.602

5.277

15.215

14.547

37.296

48.321

98.193

38,0%

SARDEGNA             

8.862

13.605

1.359

2.489

6.507

6.647

16.728

22.741

42.325

39,5%

SICILIA              

20.701

32.333

4.428

6.981

16.864

14.519

41.993

53.833

116.309

36,1%

TOSCANA              

14.373

28.348

2.859

6.458

13.930

16.430

31.162

51.236

90.368

34,5%

TRENTINO - ALTO ADIGE

3.389

9.148

561

1.514

2.319

4.015

6.269

14.677

16.663

37,6%

UMBRIA               

3.509

7.435

639

1.384

3.376

4.516

7.524

13.335

20.582

36,6%

VALLE D'AOSTA        

476

1.384

93

167

426

535

995

2.086

2.518

39,5%

VENETO               

13.393

43.147

3.111

8.766

14.784

21.089

31.288

73.002

90.325

34,6%

ITALIA

232.197

467.805

46.792

95.752

213.062

236.947

492.051

800.504

1.355.074

36,3%

Fonte: elaborazioni InfoCamere-Unioncamere su dati Registro delle Imprese e archivi INPS

Addetti INPS aggiornati al 30 settembre 2019

 

 

 Commercio al dettaglio di generi alimentari

Regione

47111

47112

47113

47114

47115

472

Totale Commercio alimentare

Ipermercati

Supermercati

Discount di alimentari

Minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimentari vari

Commercio al dettaglio di prodotti surgelati

Commercio al dettaglio di prodotti alimentari, bevande e tabacco in esercizi specializzati

Localizzazioni

Dipendenti

Localizzazioni

Dipendenti

Localizzazioni

Dipendenti

Localizzazioni

Dipendenti

Localizzazioni

Dipendenti

Localizzazioni

Dipendenti

Localizzazioni

Dipendenti

ABRUZZO              

18

1.942

663

4.766

51

157

1.518

1.219

34

46

3.477

2.130

5.761

10.260

BASILICATA           

7

149

229

1.273

47

131

1.113

965

24

14

1.650

692

3.070

3.224

CALABRIA             

43

1.280

972

5.764

68

343

3.179

2.046

144

92

5.462

2.604

9.868

12.129

CAMPANIA             

57

1.572

2.544

15.508

118

547

10.644

9.387

633

359

19.323

9.899

33.319

37.272

EMILIA ROMAGNA       

57

10.331

1.088

17.639

81

464

4.441

5.133

50

52

8.102

5.504

13.819

39.123

FRIULI-VENEZIA GIULIA

25

1.561

462

5.906

49

477

1.090

1.494

15

291

1.958

1.453

3.599

11.182

LAZIO                

90

1.915

2.534

21.454

363

3.986

7.682

7.461

259

208

13.431

9.783

24.359

44.807

LIGURIA              

16

923

465

6.811

60

202

2.336

3.031

86

99

5.064

3.120

8.027

14.186

LOMBARDIA            

212

23.011

2.140

38.154

146

1.006

7.765

8.016

136

226

14.849

12.244

25.248

82.657

MARCHE               

28

1.553

643

6.124

21

81

1.612

1.804

56

36

3.594

2.604

5.954

12.202

MOLISE               

2

150

126

1.000

7

29

568

374

9

8

942

455

1.654

2.016

PIEMONTE             

85

8.235

1.192

16.739

105

411

4.628

3.909

42

68

8.285

5.488

14.337

34.850

PUGLIA               

34

2.404

1.655

8.960

195

2.216

5.230

6.721

169

115

11.196

8.081

18.479

28.497

SARDEGNA             

20

2.045

821

6.211

67

348

2.709

2.135

91

40

5.154

2.826

8.862

13.605

SICILIA              

66

2.650

2.569

16.027

118

824

5.053

4.388

167

120

12.728

8.324

20.701

32.333

TOSCANA              

47

2.885

845

14.253

69

535

4.621

4.753

74

55

8.717

5.867

14.373

28.348

TRENTINO - ALTO ADIGE

13

355

386

4.240

19

198

1.286

2.655

8

6

1.677

1.694

3.389

9.148

UMBRIA                

9

526

338

3.810

29

152

1.040

1.401

21

20

2.072

1.526

3.509

7.435

VALLE D'AOSTA        

4

443

21

482

4

20

193

245

0

0

254

194

476

1.384

VENETO               

78

6.480

1.408

21.245

99

5.276

3.373

4.494

70

136

8.365

5.516

13.393

43.147

ITALIA

911

70.410

21.101

216.366

1.716

17.403

70.081

71.631

2.088

1.991

136.300

90.004

232.197

467.805

Fonte: elaborazioni InfoCamere-Unioncamere su dati Registro delle Imprese e archivi INPS

Addetti INPS aggiornati al 30 settembre 2019

 

 

 

Farmacie, parafarmacie e articoli igienico-sanitari

 

Regione

47522

47731

47732

4774

47751

Totale farmacie, parafarmacie, articoli sanitari e per l'igiene

Commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari

Farmacie

Parafarmacie

Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati

Commercio al dettaglio di articoli di profumeria, prodotti per toletta e per l'igiene personale

Localizzazioni

Dipendenti

Localizzazioni

Dipendenti

Localizzazioni

Dipendenti

Localizzazioni

Dipendenti

Localizzazioni

Dipendenti

Localizzazioni

Dipendenti

ABRUZZO              

45

46

301

857

151

127

173

180

380

440

1.050

1.650

BASILICATA           

22

5

117

236

96

68

64

43

196

199

495

551

CALABRIA             

123

107

464

1.108

294

185

312

200

793

655

1.986

2.255

CAMPANIA             

297

220

1.309

4.538

440

329

832

633

2.793

2.040

5.671

7.760

EMILIA ROMAGNA       

75

68

1.083

3.956

213

221

581

607

1.348

2.409

3.300

7.261

FRIULI-VENEZIA GIULIA

24

31

297

1.005

44

81

138

217

289

627

792

1.961

LAZIO                 

215

220

1.188

6.637

367

604

802

1.367

2.302

3.560

4.874

12.388

LIGURIA              

85

81

454

1.484

103

113

225

241

575

1.022

1.442

2.941

LOMBARDIA            

201

248

2.279

8.171

376

490

790

1.512

2.277

6.766

5.923

17.187

MARCHE                

51

42

394

1.234

96

93

183

175

468

613

1.192

2.157

MOLISE               

16

14

74

101

23

12

37

33

104

115

254

275

PIEMONTE             

96

93

1.249

3.759

211

251

458

479

1.147

1.748

3.161

6.330

PUGLIA               

249

198

912

2.796

333

280

600

552

1.508

1.451

3.602

5.277

SARDEGNA             

48

75

398

1.271

227

212

172

160

514

771

1.359

2.489

SICILIA              

372

425

1.055

3.543

377

342

768

607

1.856

2.064

4.428

6.981

TOSCANA              

85

122

1.001

3.930

192

212

453

449

1.128

1.745

2.859

6.458

TRENTINO - ALTO ADIGE

20

4

209

756

39

49

82

112

211

593

561

1.514

UMBRIA               

31

20

173

828

72

77

101

84

262

375

639

1.384

VALLE D'AOSTA        

6

9

37

81

3

5

12

9

35

63

93

167

VENETO               

95

97

1.044

4.792

212

247

575

668

1.185

2.962

3.111

8.766

ITALIA

2.156

2.125

14.038

51.083

3.869

3.998

7.358

8.328

19.371

30.218

46.792

95.752

Fonte: elaborazioni InfoCamere-Unioncamere su dati Registro delle Imprese e archivi INPS

Addetti INPS aggiornati al 30 settembre 2019

 

 

 

 

 

Continua..

Nota del Presidente CCIAA di Napoli Ciro FIOLA al Presidente del Consiglio Prof. Giuseppe CONTE

Al Presidente del Consiglio
Prof. Giuseppe Conte

 

e p.c. Al Presidente della Regione Campania
On. Vincenzo De Luca
 

Loro sedi

 

Napoli, 19.03.2020

 

 

La Camera di Commercio di Napoli, in rappresentanza delle oltre 340.000 imprese iscritte, in relazione alle misure a sostegno delle imprese in occasione dell’emergenza COVID19, assunte dal Governo con il Decreto cd. Cura Italia del 17.3.2020, non può non lamentarne e denunciarne l’assoluta insufficienza.

 

In particolare, gli articoli del decreto (da 19 in poi) dedicati agli ammortizzatori sociali prevedono dotazioni finanziarie chiaramente insufficienti, se si considera ad esempio che ad oggi il 90% delle opere pubbliche ed il conseguente indotto di attività di subappaltatori, fornitori e prestatori di servizi, dai dati in ns. possesso risultano sospese, con conseguente fermo dell’attività di decine, se non centinaia di migliaia di lavoratori, che si aggiungano a quelli di tutte le attività commerciali, dell'Artigianato, del settore turistico-alberghiero, della ristorazione ecc., altrettanto sospese per decreto: da un rapido calcolo sarà facile evincere che, se solo poco più di 1.000 imprese sull’intero territorio nazionale con meno di 50 dipendenti chiederanno la CIGO per l’inter0 periodo di 9 settimane di cui all’art. 19 del decreto, il plafond previsto per tale misura sarà esaurito.

 

Ciò è ancor più grave se si considera che il decreto prevede il discriminante meccanismo, per cui l’INPS, appena emerga che sia stato raggiunto il limite di spesa indicato, non dovrà, si cita testualmente, "prendere in considerazione ulteriori domande": come dire che la necessita, che si ricorda e in primo luogo di garantire una fonte di reddito ai dipendenti ed alle loro famiglie, possa essere misurata sulla base della velocita di trasmissione delle domande, in un momento in cui del resto tutti gli adempimenti sono complicati dalla necessita di rispettare le misure per il contenimento del contagio.

 

Peraltro, a pochi giorni della conferenza stampa di presentazione del decreto, le procedure per la richiesta degli ammortizzatori con causale COVID 19 non sono ancora attive, impedendo di fatto la possibilità di richiederne la fruizione. E ciò aggrava una situazione già drammatica, nella quale la tempestività della ricezione delle somme richieste e fondamentale, per far fronte alla crisi di liquidita, che il blocco totale delle attività ha generato.

 

L'art. 60 del decreto poi, le cui previsioni avrebbero dovuto dare ossigeno proprio in termini di liquidita finanziaria a tutte le imprese, ha previsto in realtà che i termini per il pagamento di quanto dovuto alla P.A., ed in particolare delle imposte e dei contributi dovuti dai datori di lavoro mensilmente in relazione alla mensilità di paga del mese precedente, normalmente fissati al 16.3, sono stati prorogati a fine maggio unicamente per le micro imprese, con esclusione quindi delle piccole, medie e grandi imprese: dunque per tutte le altre imprese il termine, la cui proroga era stata espressamente annunciata con comunicato stampa INPS del 14.3.2020 rimandando al decreto in corso di approvazione, è stato semplicemente rinviato al 20.3.2020, quasi in guisa di beffa, essendo usata peraltro l’espressione remissione in termini.

 

Appare francamente assurdo e gravemente dannoso per la necessaria programmazione delle imprese averle di fatto avvisate sabato 14 di non effettuare l versamenti, per poi lasciare che, una volta confidato in un congruo rinvio, scoprissero martedì 17 (quando il decreto é stato finalmente pubblicato in gazzetta ufficiale) che l versamenti vanno effettuati entro il venerdì 20 (con un rinvio di fatto dal 17 al 20 di soli 3 giorni).

 

Davvero non si comprende come il Governo possa non aver valutato l’impossibilita per imprese, in particolare le piccole (che si ricorda sono escluse dal rinvio), la cui attività e totalmente paralizzata, di far fronte alle obbligazioni tributarie e contributive, a meno di non venir meno a quelle retributive e con i propri fornitori.

 

Per non parlare dell'assoluta inutilità del contributo davvero risibile, previsto in favore dei lavoratori autonomi iscritti a gestioni separate.

 

Per questi motivi si chiede quindi che il governo adotti urgentemente ulteriori misure a correzione di quelle su indicate ed in particolare che:

si aumentino le dotazioni finanziarie per gli ammortizzatori sociali, prevedendo che sia garantita la copertura a tutte le imprese richiedenti;

  • si preveda un meccanismo celerissimo, magari a mezzo la costituzione di una task force presso l’Istituto previdenziale, per la liquidazione delle prestazioni di sostegno al reddito a cominciare dalla CIG, che si rivelerebbero del tutto inutili, qualora la liquidazione arrivasse, come spesso purtroppo avviene, a distanza di mesi:
  • si estenda il rinvio delle scadenze dei versamenti nei confronti della pubblica amministrazione del 16.3 al 30.9, anche alle piccole imprese (quelle con fatturato non superiore ai 10 IVIIL e meno di 50 dipendenti;
  • si affianchino misure chiaramente insufficienti (come il contributo agli autonomi) con iniziative di accesso diffuso alla liquidita e piani di intervento statali per la creazione di occasioni di lavoro;
  • si consenta la rapida riapertura di tutti quei cantieri afferenti opere pubbliche, in particolar modo di quelli che prevedano lavorazioni all’aperto, che risultano oggi sospesi, compulsando in tal senso centrali cli committenza e concessionari, affinché la sospensione come unica e semplicistica soluzione sia sostituita dall'ausilio di misure, procedure e dispositivi di protezione, idonei a prevenire il contagio;
  • A causa della crisi il primo semestre 2020 può essere considerato in grave perdita per tutte le attività, al fine di scongiurare una definitiva chiusura delle attività si chiede il blocco dei protesti, il rinvio a settembre dei pagamenti.
  • si favorisca per le micro e piccole imprese (commercio, artigianato) l’accesso agevolato al credito (anche in via straordinaria a chi protestato in questi mesi) con garanzia a carico del Fondo centrale PMI gestito da MCC-Mediocredito Centrale pari all’80% dell’importo erogato a cui aggiungere una ulteriore garanzia del 20% fornita dal sistema camerale italiano che potrebbe anche riconoscere un contributo in conto interessi per i primi due anni.

 

Ci si augura che il Governo ascolti il grido di dolore delle imprese ed assuma iniziative, che devono avere necessariamente carattere di equità, nonché ben più incisivo di quelle sin ora messe in campo, per evitare la desertificazione del tessuto produttivo.

Continua..